"Se un bambino viene ammesso in una scuola che non procede a nessun
cambiamento, egli viene assimilato. Se invece l'accoglimento di un bambino in
una scuola comporta piccoli adattamenti, tanto da parte del bambino quanto da
parte della scuola, allora si parla di integrazione" (Andrea Canevaro)
"Quando ci
chiediamo: perché proprio tutti i bambini, anche quelli con
handicap grave, dovrebbero frequentare le classi normali?, poniamo una
domanda fondamentalmente sbagliata. Lo stesso avviene quando ci chiediamo: che
benefici potrà trarre un bambino talmente grave che addirittura non ha ancora
il controllo degli sfinteri nel frequentare insieme agli altri bambini della sua
età? Si tratta sempre di domande essenzialmente sbagliate. L'unica domanda che
invece ci dovremmo porre è: che cosa bisogna fare perché questo bambino possa
frequentare bene la stessa classe dei suoi coetanei? E' con questo
interrogativo, infatti, che dirigiamo la nostra attenzione e le nostre energie
su ciò che è importante: come sostenere tutti gli alunni senza distinzione, in
una classe che accolga e integri tutti" (Stainback
e Stainback)
Come famiglie dell'ABC Sardegna, vogliamo portare all'attenzione di tutti il protrarsi incontrastato della violazione dei diritti allo studio e all'integrazione scolastica dei propri figli.
Tale diritto, sancito dalla Costituzione (artt.3, 30, 31, 34) e dalle leggi vigenti (Legge quadro sull’handicap 104/92, Sentenza della Corte Costituzionale n. 215/87, solo per citarne alcune) viene calpestato da quanti nella scuola (purtroppo ancora numerosi) considerano l'handicap come una realtà oscura da rinnegare o nascondere e l'integrazione una benevola "concessione", un'offerta pietistica al povero bambino disgraziato più sfortunato.
L'integrazione, quella così faticosamente conquistata per legge, quella che presuppone che ogni individuo, in qualunque condizione si trovi, ha gli stessi identici diritti di tutti, quel processo per il quale vi è un completamento reciproco, da individuo a individuo, dove anche il soggetto con handicap, al pari degli altri (se non di più), si pone come una fonte di arricchimento da valorizzare per tutta la comunità scolastica, l'integrazione reale, dunque, stenta ancora a trovare riconoscimento nella pratica quotidiana.
Questo diritto all’istruzione (apprendimento), all’educazione (piena formazione della personalità) e all'integrazione viene ancora ostacolato da situazioni di legge che entrano in conflitto con l'applicazione delle leggi dell'integrazione.
Per questo, come famiglie dell'Associazione Bambini Cerebrolesi
Sardegna, rivendichiamo pubblicamente il diritto allo studio e all'integrazione
per i nostri meravigliosi figli in situazione di handicap e
CHIEDIAMO
A)
che si rispetti il termine di 20 giorni, dall'inizio delle lezioni, entro
il quale nominare gli insegnanti di sostegno, sbloccando i ritardi burocratici
che portano alla nomina definitiva dell'insegnante finanche nel mese di marzo (Circ.
Min. 262/1988)
B) che si rispetti la formazione di classi con un massimo di 20 alunni nei casi in cui vi sia la presenza di un alunno in situazione di handicap
C)
che le risorse per il sostegno possano coprire l'intero fabbisogno
nazionale modificando l'attuale criterio che prevede l'assegnazione di 1
insegnante di sostegno ogni 138 alunni
D) che vi sia la flessibilità del sostegno col criterio delle competenze specifiche (art.13 comma 5 legge 104/92)
E) che vi siano garanzie di continuità didattica e la possibilità di riconfermare l'insegnante di sostegno laddove il lavoro è stato impostato correttamente, per permettere un proficuo lavoro di programmazione, comunicazione e valutazione, come previsto dalla legge 104/92 art.14 comma 1 lettera C e dal D.M. 9 luglio '92 art.4 comma 2 lettera d; la frequentissima alternanza di insegnanti, infatti, costringe gli alunni a continui adattamenti a programmi e metodi di lavoro diversi nell'arco di uno stesso anno scolastico, paralizzando l'attività didattica per tutta la prima parte dell'anno scolastico e costringendo a ripetere lo stesso iter in tutti gli anni scolastici
F) che si nomini un insegnante di sostegno supplente dopo due giorni di assenza dell'insegnante titolare
G) che vi sia assunzione di responsabilità degli insegnanti verso l'alunno in situazione di handicap e rispetto del ruolo dell'insegnante di sostegno quale supporto alla classe (intesa come gruppo di apprendimento-insegnamento) e non quale responsabile esclusivo dell'alunno "affidatogli" (L. 104/92 art.13 comma 6, D.M.226/95 dove si legge "Integrazione (...) dovere deontologico di tutti gli operatori scolastici che lo inverano")
H) che si riconosca la preminente competenza specifica e insostituibile della famiglia sul proprio figlio, contro l’attuale eccessiva e determinante sanitarizzazione dell’handicap nella scuola e quindi il riconoscimento degli aspetti pedagogici ai fini della costruzione del PEI come proposto nella bozza del Programma di azione del Governo per le politiche dell'Handicap (a c. della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Affari Sociali), cap.3.1.4
I) che si adempia, entro i termini stabiliti dalla legge (L.104/92 art.12, D.P.R. 24 febbraio 1994) alla programmazione sui contenuti dell'apprendimento e su quelli relativi alla piena formazione della personalità per l'alunno disabile con l'indispensabile e imprescindibile apporto della famiglia
J) che in ogni situazione e per ogni allievo vengano individuate modalità di comunicazione integrative di quella verbale, anche al di là di quelle tradizionali, utili alla crescita dell'alunno, in applicazione all'art.12, comma 3 L.104; per coloro che hanno difficoltà ad usare il linguaggio scritto e parlato, si prendano in considerazione anche quelle già in uso nell’ambiente familiare.
K) che si risolvano le situazioni di particolari difficoltà nella conquista delle autonomie e nella comunicazione utilizzando i docenti della classe e tutte le risorse: tutor, assistenti della comunicazione come già previsto per legge (L.104/92 art.13 comma3 e disposizioni specifiche su scrutini ed esami)
L)
che la valutazione dell'alunno in situazione di handicap avvenga in ogni
caso (anche attraverso il contributo della famiglia) proprio per il suo
peculiare carattere formativo, come stabilito dal Consiglio di Stato nel 1991
(O.M. n.80 del 9/3/95)
M) che sia obbligatoria la formazione sull’handicap per tutti i docenti (D.M.226/95), una formazione specifica su strategie e tecniche didattiche basata sui più recenti e comprovati studi e sui più efficaci metodi riabilitativi; tale formazione contribuisce all'affermarsi di una nuova cultura dell’handicap che vede l’integrazione del soggetto handicappato come una risorsa per tutta la comunità scolastica, sia negli aspetti educavi e sociali che in quelli dell'apprendimento
N) che siano riconosciuti incentivi sia economici (come previsto dall'attuale contratto) che di carriera per gli insegnanti di sostegno che dimostrino di aver lavorato in modo proficuo con l'alunno in situazione di handicap e la classe in cui è inserito (valutazione del lavoro che deve essere effettuata da una équipe di cui deve far parte anche la famiglia)
O) che la scuola collabori alla realizzazione del progetto di vita dell'alunno situazione in situazione di handicap che va oltre il suo percorso scolastico, perché venga garantito il diritto all'integrazione sociale di ogni singolo individuo
P) che si risolvano i vizi del sistema che fanno prevalere i diritti degli insegnanti a scapito del diritto allo studio degli alunni
Le famiglie dell'ABC Sardegna non tollereranno oltre il protrarsi di
queste situazioni ed esigeranno che si risolva punto su punto OGNI problema che
dovesse ancora ostacolare il pieno diritto allo studio e all'integrazione dei
propri figli.
Oltre alla denuncia pubblica, utilizzeremo caso per caso ogni strumento
(azioni legali, richieste di individuare le personali responsabilità dentro e
fuori della scuola) che garantisca la dignità umana dei loro figli e di tutti
gli studenti in situazione di handicap.
Mobiliteremo una pubblica assemblea con tutte le famiglie per
condividere questa battaglia.