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Seconda Conferenza Nazionale Famiglia e Disabilità

Presentato in anteprima il finanziamento di 36 milioni di euro per il sostegno personalizzato alle famiglie.
La Sardegna si colloca per il sostegno alle persone con disabilità al primo posto tra tutte le regioni italiane.

Immagine rappresentativa per: Seconda Conferenza Nazionale Famiglia e Disabilità

Grazie alla recente delibera della Giunta (in attuazione alla legge 162 del 1998), l'utilizzo di questi fondi destinato ai Comuni, servirà per sovvenzionare più di 8 mila Piani personalizzati, in aiuto alle famiglie con disabilità.

Articolo di Alessandra Concas del quotidiano "L'Unione Sarda" del 3 dicembre 2006

I dati sono emersi durante la Seconda conferenza nazionale delle famiglie e persone con disabilità, organizzata dall'Abc Sardegna (Associazione bambini cerebrolesi), in occasione della Giornata internazionale disabili.

Nell'Isola i disabili sono 12 mila - spiega Marco Espa, presidente dell'Abc Sardegna - e questo finanziamento rappresenta un notevole passo avanti nel campo dell'assistenza. Le altre regioni prenderanno come modello guida il nostro metodo di sostegno per le persone non autosufficienti.

La legge 162 viene definita la legge della "buona pratica" per i suoi metodi di partecipazione da parte degli assistiti e delle amministrazioni: È un progetto di compartecipazione da parte delle famiglie e delle istituzioni - spiega l'assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin - Ma è difficile fare le leggi, e bisogna trovare le gambe giuste per poter andare avanti nel cammino delle politiche sociali.

Quindi l'impegno a migliorare il sistema organizzativo soprattutto per quanto riguarda la formazione professionale. L'assistenza personalizzata si può fare e la legge 162 permette di ottenere un ruolo attivo, con interventi mirati in base all'esigenza delle famiglie - continua l'assessore Dirindin - e con programmi finalizzati a garantire una vita indipendente alle persone con disabilità.

I Piani personalizzati per i disabili riguardano essenzialmente l'assistenza materiale, cura della persona (non con personale sanitario), interventi educativi a sostegno dell'attività scolastica dalle elementari all'università.

Una progettazione definita in "cammino" perché il tutto deve avere un'evoluzione, una crescita - ha precisato Letizia De Torre, sottosegretario del ministero dell'Istruzione - anche nelle scuole. Sono passati trent'anni dopo la nascita della legge Falcucci, per dare l'accesso ai bambini disabili nelle scuole. Ogni giorno le loro porte si aprono ma occorre un salto in avanti in competenza e capacità di valutazione, formazione e certificazione.

L'attenzione verso la disabilità a livello finanziario è una scelta di fondo per costruire delle condizioni migliori a livello sociale perché non si sentano esclusi ma parte integrante della città in cui vivono, ha concluso Angelo Vargiu, assessore alle politiche sociali.

Articolo di Roberto Paracchini del quotidiano "La Nuova Sardegna" del 3 dicembre 2006

Cagliari. "Tu sei la strada per la guarigione", dice Mary rivolta alla madre. Io pendo dal tuo amore, ripete parlando col padre.
Mary, racconta la madre Susanna, "per un problema capitato durante il parto è nata cerebrolesa". Poi lo sgomento inziale, superato grazie alle "piccole grandi conquiste" di Mary e alla scoperta che non si è soli, che vi sono associazioni come l'Abc Sardegna che ti aiutano. E il mondo ridiventa colorato, anzi: più colorato "perchè Mary è parte della nostra vita, anche se diventa sempre più indipendente". Questa la testimonianza emersa durante la conferenza nazionale delle famiglie e dei disabili, tenuta ieri a Cagliari e promossa da Abc.

Circa ottocentocinquanta persone hanno riempito due sale dell'hotel Mediterraneo dove l'assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin ha chiarito che la Sardegna è all'avanguardia nei servizi alla persona e nell'applicazione della legge nazionale apposita, la 162, proprio grazie al lavoro fatto e allo stimolo prodotto dalle associazioni. A fronte di circa tredicimlla disabili gravi, nell'isola sono state presentate quest'anno 9.222 domande per progetti individuajizzati di servizi alla persona. E ne sono stati approvati 8.396, operativi dal gennaio 2007 con un finanziamento di 36 milioni di euro (stanziati quasi Interamente dalla Regione).
Nel 2000, invece, le richieste erano 353 e 123 quelle approvate. Numeri, questi ultimi, che si trovano ancora nel resto d'italia. La nostra situazione mostra che è possibile coprogettare gli interventi — ha ribadito Marco Espa, presidente dell'Abc Sardegna — tramite l'organizzazione delle famiglie che dialo a con gli enti locali.
Questi interventi, ha spiegato la sociologa Giovanna Rossi, dell'università cattolica Sacro cuore di Milano, ridanno alla famiglia un ruolo pubblico facendola uscire dal privato, e si confrontano col terzo settore (dal volontariato alle imprese sociali). 11 tutto alfine di progettare interventi non assistenzialistici, ma individualizzati, ovvero specifici per ogni disabile oggetto-soggetto dell'intervento.

"Nulla sudi noi senza di noi e le nostre famiglie" è 11 moto di democrazia partecipata sottolineato più volte durante il simposio, a cui hanno partecipato molti amministratori e operatori del settore e anche Letizia De Torre, sottosegretario al ministero dell'Istruzione con delega all'integrazione scolastica, e Luisa Santolini, vice presidente della commissione Affari sociali della Camera. Un incontro "importante — ha precisato De Torre — anche perchè mostra come la strada della coprogettazione sia possibile, visto l'esempio che viene dalla Sardegna".

 

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