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Incontro AZIONE SCUOLA 2008

Si è tenuto giovedì 25 settembre 2008 presso la Scuola Sant’Alenixedda di piazza Giovanni XXIII l’Incontro AZIONE SCUOLA 2008 promosso dall’ABC con le famiglie e le loro associazioni.

Presenti all’incontro oltre 50 persone, circa 20 famiglie, rappresentanti delle associazioni Fiadda, Centro Down, Comitato Scuola Città, Diversamente Onlus, AIPD, L’Ape Laboriosa, Peter Pan, COADI (Consulta associazioni disabili di Cagliari) e dell’ENS, Girotondo Terralba, Is Angelus Sinnai; presenti anche alcuni insegnanti, operatori e il CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno).

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Incontro AZIONE SCUOLA 2008

Le famiglie incontrano le famiglie sul tema scuola.
Emergenza inizio anno scolastico:
si deve arrivare alle cause contro il Ministero?

Cagliari, 25 settembre 2008 (Scuola Sant’Alenixedda piazza Giovanni XXIII)

Presenti all’incontro oltre 50 persone, circa 20 famiglie, rappresentanti delle associazioni Fiadda, Centro Down, Comitato Scuola Città, Diversamente Onlus, AIPD, L’Ape Laboriosa, Peter Pan, COADI (Consulta associazioni disabili di Cagliari) e dell’ENS, Girotondo Terralba, Is Angelus Sinnai; presenti anche alcuni insegnanti, operatori e il CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno).

Presente Giuseppe Andreozzi, l’avvocato che negli anni passati ha sostenuto alcune famiglie nelle cause contro il ministero, cause tutte vinte che hanno portato al ripristino di un sostegno adeguato (quindi rapporto 1:1).
Apre l’incontro Rita Polo, coordinatore dell’ABC, salutando e ringraziando tutti i presenti, famiglie e associazioni. Spiega il perché dell’incontro, della necessità di un confronto fra le famiglie, fra le associazioni, per fare insieme il punto della situazione; partendo dal fatto che, a partire dai primi giorni di settembre, numerose famiglie (oltre cinquanta) hanno contattato la segreteria dell’ABC per lamentare il fatto che i loro figli, alunni con disabilità, hanno visto ridurre le ore di sostegno sia rispetto alle richieste contenute nel PEI, sia rispetto alle ore assegnate gli anni precedenti. Nella maggior parte dei casi si è avuto un netto dimezzamento delle ore, da 18 a 9. Anche sentendo con altre associazioni di familiari si è avuta la conferma di segnalazioni di emergenze simili.
Si rileva delle famiglie presenti quale è la loro situazione: 11 hanno la metà delle ore di sostegno rispetto all’anno scorso, 4 hanno 5 ore in meno (da 18 a 12), una famiglia ha lamentato addirittura una riduzione da 24 a 9 ore e per 4 famiglie la situazione è uguale a quella dell’anno scorso.

Rita Polo prosegue e aggiorna sulla situazione a livello nazionale, facendo anche riferimento alle ultime 2 finanziarie, quella del 2007 e quella 2008 e i nuovi criteri che esse apportano per la formazione dell’organico dei posti di sostegno. Queste hanno infatti abrogato il vecchio criterio precedentemente fissato in un posto ogni 138 alunni, sostituendolo con uno più realistico e rispondente al principio di rispettare le “effettive esigenze” dei singoli alunni con disabilità. Il problema, spiega Rita Polo, è che la finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007 n. 244 art 2 commi 413, 414) prevede “opportune compensazioni tra province diverse ed in modo da non superare un rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due alunni diversamente abili”, al fine di garantire una certa uniformità a livello nazionale.
Questo cambiamento, spiega Rita Polo, può essere positivo per quelle regioni in cui negli anni passati il rapporto era più basso (ad esempio in alcune del nord, 1 insegnante di sostegno ogni 3 alunni con disabilità) e perché l’immissione degli insegnanti in ruolo, la stabilizzazione dei posti, punta a creare la “continuità”, dovrebbe dunque ridursi il meccanismo dei ciclici cambi per le supplenze annuali; nelle regioni in cui tale rapporto era più alto (ad esempio in Sicilia era di 1 a 1,5 circa), chiaramente questo cambiamento ha portato ad una drastica diminuzione degli insegnanti di sostegno.

In Sardegna la situazione è delicata anche se, spiega R. Polo, è difficile avere dati precisi sul numero di alunni e quello degli insegnanti, nonostante l’ABC collabori costantemente con tutte le istituzioni coinvolte. Dall’USP di Cagliari abbiamo avuto alcuni dati (i giorni precedenti all’avvio dell’anno scolastico poco prima del 15 settembre) relativi alla provincia di Cagliari: su 2016 alunni con disabilità certificati, sono stati assegnati 1250 docenti di sostegno, l’anno scorso per 2188 alunni sono stati assegnati 1386 docenti più 30 deroghe per un totale di 1416. Facendo un confronto è evidente che c’è stato un taglio degli insegnanti, anche se bisogna ancora attendere l’eventuale assegnazione delle deroghe o “posti aggiuntivi”.

La coordinatrice dell’ABC ha poi aggiornato di ciò di cui si è discusso nella riunione dell’Osservatorio sull’Integrazione Scolastica della FISH di cui l’ABC è membro, tenutasi lo scorso 19 settembre a Roma. Dalla riunione è emerso che in tutte le Regioni (anche del centro e del nord) si riscontrano non solo tagli ai posti di sostegno, ma anche accorpamenti di classi nonché l’assenza di una seria politica ministeriale della qualità dell’integrazione. È inoltre risultato evidente che la posizione del ministero attualmente non è chiara, non si hanno concrete risposte neanche sui rapporti interministeriali. Si è evidenziato che non si è ancora portata a termine, da parte del governo, l’Intesa Stato-Regioni per l’accertamento e l’accoglienza dell’alunno con disabilità, per questo e gli altri problemi e nodi irrisolti, si è chiesta fortemente la convocazione dell’Osservatorio ministeriale.
Si sono anche ricordate le diverse esperienze positive e buone prassi di integrazione scolastica di questi anni, ragazzi con disabilità anche gravi che hanno raggiunto il traguardo del diploma, e si è sottolineato che questi non debbano rimanere casi isolati. Per il loro successo, è stato fondamentale la partecipazione della famiglia e la collaborazione di questa con la scuola e gli attori coinvolti nel percorso di integrazione dei propri figli, anche per la predisposizione di tutta la documentazione utile (primo fra tutti il Piano Educativo Individualizzato). Ora è importante, conclude Rita Polo, darsi appuntamento a breve (conclusa questa a fase “assegnazioni” ore sostegno ecc) proprio per continuare a collaborare, fra associazioni e con le istituzioni scolastiche e regionali, per la stipula e l’attuazione degli accordi di programma, in attuazione dell’intesa stato regione a livello regionale (ad es. per le certificazioni, le sinergie e competenze fra le diverse istituzioni, ecc.)

Passa poi la parola a Marco Espa, genitore, presidente dell’ABC Sardegna fino a gennaio 2008 e ora consigliere Regionale.
Marco Espa illustra il quadro regionale. Dice che la regione sarda non ha legge propria, in merito; la competenza della scuola, per gli insegnanti, è del Ministero.
La giunta regionale sta approvando il piano per la dispersione scolastica (previsti 30 milioni per le scuole, con provvediementi anche per gli alunni con disabilità); le risorse agli Enti Locali per l’assistenza educativa, sono aumentate ma in alcune parti non funziona ancora il servizio, non c’è garanzia.
Ricorda poi dei ricorsi contro il Ministero portati avanti gli anni precedenti prima con l’avvocato Andreozzi in collaborazione con l’avv. Amoroso, genitore presidente dell’ABC Lazio, il primo avvocato che, a livello nazionale ha intentato le cause per il sostegno adeguato. Le cause in Sardegna, nel 2005 e 2006, sono state 7, tutte 7 vinte dalle famiglie, hanno quindi portato al ripristino di un rapporto di sostegno adeguato. Certo, sostiene,è uno stress che i familiari non vorrebbero, ma anche quest’anno è fondamentale la mobilitazione delle famiglie; e l’ABC è pronta a sostenere tutte le famiglie che vorranno intentare una causa contro il ministero. Invita quindi l’avv. Andreozzi a chiarire meglio cosa comporta la causa e come bisogna procedere.
Da parte sua, dichiara il suo impegno di seguire in sede istituzionale del Consiglio, ma anche agendo sull’impegno della Giunta, tutto ciò che riguarda la integrazione scolastica degli alunni con disabilità, per garantire realmente il loro diritto allo studio.

Interviene prima una mamma, la signora A. Pinna, per denunciare il fatto che a sua figlia, che frequenta la scuola elementare di Elmas, viene negata l’assistenza di base, per cui non c’è nessuno che dia da mangiare alla figlia con continuo rimpallo delle competenze tra comune di Elmas e dirigente scolastico. Intervengono anche altre famiglie per dire che non si tratta di un caso isolato.. (ma che – ndr - si deve risolvere da parte del dirigente con un ordine di servizio o con la nomina di un collaboratore che sia disposto al servizio,) Rita Polo le dice che rimanga in contatto per risolvere tale emergenza e che l’ABC può intervenire al suo fianco, come già successo in altri casi.

L’avvocato Andreozzi sostiene che vi è ancora poca chiarezza su di chi sia la competenza per il ricorso per il sostegno. Negli anni passati il ricorso andava presentato al giudice ordinario, quest’anno al TAR. La situazione è ancora abbastanza nebulosa perché non è ancora molto chiaro di chi sia la competenza in materia quindi non è chiaro a chi ci si debba rivolgere. La competenza del TAR significa riconoscere alla pubblica amministrazione un potere giurisdizionale. In termini molto semplici: quando un cittadino fa valere un diritto pieno si rivolge al giudice civile, se invece non ha un diritto pieno ma un diritto (diciamo “affievolito”) a che la pubblica amministrazione rispetti determinati criteri (per esempio faccio un concorso non ho diritto al posto pubblico ma ho il diritto che la pubblica amministrazione si comporti in modo corretto), c’è quindi il potere discrezionale della pubblica amministrazione di scegliere i migliori e si può fare ricorso al TAR. Dovrebbero spiegare, in questa materia (sostegno insufficiente), qual è il potere discrezionale della pubblica amministrazione. Cioè se io ho un figlio che ha diritto ad un sostegno adeguato, non perché l’ho deciso io ma sulla base di accertamenti di natura tecnica, a questo punto non c’è discrezionalità, la scuola mi deve dare il rapporto 1 a 1 e mi deve dire perché non me lo dà. Non può dire che non ha insegnanti a sufficienza perché se così fosse dovrebbero, come nei pubblici concorsi, stilare delle graduatorie, cioè ci sono 100 domande, 50 posti, vediamo chi sono i più bisognosi… Tutto questo non è previsto. Dato che questo non è previsto e danno ore insufficienti solo perché non ce n’è a sufficienza e il criterio è del tutto arbitrario…
L’avvocato spiega che secondo lui la competenza dovrebbe ritornare al giudice civile. Il ministero si è battuto perché la competenza andasse al TAR perché si pensa che al TAR ci siano giudici più vicini alla pubblica amministrazione e meno ai cittadini. Secondo l’avvocato tutto questo non è vero, ci sono dei TAR che stanno accogliendo le richieste degli aventi diritto. C’è stato un caso anche a Cagliari. Quindi l’avvocato consiglia di percorrere la strada del TAR per un motivo soprattutto pratico perché, mentre un ricorso al giudice ordinario si può fare in qualsiasi momento, per il ricorso al TAR si deve rispettare la scadenza di 60 giorni per impugnare il ricorso, quindi, in questo caso, entro e non oltre il 15 novembre (60 giorni dall’inizio dell’anno scolastico). Quindi se si impugna il ricorso dal giudice civile e questo si ritiene competente da il provvedimento in via d’urgenza ed è tutto a posto, ma se questo non si ritiene competente poi si rischia di non avere poi il tempo di rivolgersi al TAR. Nonostante questo a marzo-aprile un giudice civile del tribunale di Cagliari ha riconosciuto la propria competenza in materia.
I tempi del TAR sono sovrapponibili a quelli del giudice civile, 1 mese, 1 mese e mezzo per l’udienza in cui il TAR può decidere, dopo la decisione del TAR i tempi della pubblica amministrazione sono veloci.
Rita Polo chiede se è possibile procedere con delle cause collettive.
L’avvocato dice che non è possibile intentare delle cause collettive ma sarà ogni singola famiglia ad impugnare la causa individuale.
I costi “vivi” sarebbero intorno alle 600/700 euro solo di tasse, per presentare il ricorso.
L’unica possibilità per le situazioni di particolare indigenza è il gratuito patrocinio per le famiglie che hanno un reddito inferiore ai 9000 euro annui, con la possibilità di scegliere l’avvocato (prima non era così, veniva assegnato un avvocato d’ufficio)
Se si vince la causa vanno rimborsati tutti i costi.


Interviene un insegnante di sostegno, per denunciare il suo caso di “non continuità” rispetto allo scorso anno scolastico, con l’ alunno con disabilità che seguiva, nonostante lei si sia fermata in quella scuola, per scelta, per garantirla. Rita Polo ed altri intervengono per dire che è nella sua Scuola che deve risolvere la situazione, col dirigente, i colleghi il consiglio di classe, e in collaborazione con famiglia a maggior ragione dato che lo fa già.

Viene ora dato spazio gli interventi delle famiglie che raccontano la loro esperienza personale e la loro situazione.

Rita Polo invita quindi Marcello Mura, genitore socio dell’ABC, a raccontare la sua esperienza e illustrare la sua situazione attuale.
Marcello Mura dice che suo figlio, Gabriele, ha conseguito, l’hanno scorso, il diploma di scuola media, con tanti sacrifici, grazie soprattutto all’impegno costante da parte della famiglia e la continua collaborazione (non sempre facile) con tutti gli attori coinvolti, prima fra tutti la scuola. Nonostante quest’esempio di buona pratica di integrazione scolastica, quest’anno Gabriele, iscritto al primo anno di istituto superiore, si trova impossibilitato a frequentare perché gli sono state assegnate solo 9 ore di sostegno. Tra l’altro Gabriele ha bisogno dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione perché comunica solo con la comunicazione facilitata, e dalla Provincia di Cagliari, Ente competente, ancora non si hanno risposte. La famiglia sta quindi pensando, per quest’anno, di non mandare Gabriele a scuola proprio perché impossibilitato a frequentare. Chiede quindi all’avvocato Andreozzi se è possibile non mandare Gabriele a scuola nonostante non abbia assolto all’obbligo scolastico.

Rita Polo chiede a Gabriella Serra, socia ABC, com’è invece la situazione di Carla, sua figlia. Gabriella dice che per Carla sono state confermate le 18 ore di insegnante di sostegno.

Interviene la signora Piras di Quartu per dire che per suo figlio (con sindrome di Down) quest’anno sono state dimezzate le ore di sostegno da 18 a 9, ma secondo lei ciò che è importante non è la quantità ma la qualità. È inutile avere 18 ore, come l’anno scorso, se poi l’insegnante non lavora bene con il ragazzo e non si attua quindi una buona prassi, se invece l’insegnante è competente sono sufficienti anche 9 ore per realizzare una vera integrazione.

Una mamma racconta la sua esperienza personale. Lei ha due figli. Un figlio ha una disabilità certificata e nel suo caso, seppur con enorme fatica, si è riusciti a raggiungere una, seppur discreta, integrazione scolastica. L’altro figlio è dislessico e nel suo caso non sono stati mai adottati, dagli insegnanti, gli strumenti compensativi e dispensativi previsti per gli alunni dislessici. Quest’anno è stato rimandato in 4 materie e a settembre bocciato. Anche nelle prove di settembre per il recupero dei debiti non sono stati adottati gli strumenti detti (per esempio il ragazzo ha sostenuto l’esame scritto di lingua straniera nonostante la circolare MIUR.5-10-2004 preveda la dispensa, ove necessario, dallo studio della lingua straniera in forma scritta). Chiede quindi all’avvocato Andreozzi se è possibile presentare ricorso per la bocciatura, e in questo caso quale classe dovrà frequentare il ragazzo.

L’avvocato risponderà che in questo caso la situazione è più complicata perché non è scontato che il ricorso venga vinto e quindi il ragazzo dovrebbe comunque ripetere l’anno e frequentare la classe dell’anno scorso. Tra l’altro una vincita del ricorso dovrebbe comunque prevedere il ripetere l’esame con gli strumenti adatti per gli alunni con dislessia.

Interviene poi Giuseppe Argiolas del CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno) e illustra la situazione attuale anche dal punto di vista degli insegnanti di sostegno.

Prende la parola Ninni Muscas, presidente del Centro Down per dire che anche molti alunni con sindrome di Down hanno una riduzione delle ore di sostegno che intacca illoro diritto all’istruzione anche perchè, tra l’altro, gli alunni con sindrome di Down non hanno diritto (generalemente) all’assistente all’autonomia e alla comunicazione.

Interviene Luisanna Loddo, socia dell’ABC, per raccontare brevemente il percorso scolastico di sua figlia Maria Antonietta, con problemi incontrati e buone prassi realizzate sempre con la preziosa collaborazione tra scuola e famiglia.

Altri interventi di alcuni genitori intenzionati a mantenere i contatti sia con l’avvocato sia con l’associazione in base a che risposte avranno dalla scuola.

Chiude l’incontro Rita Polo ribadendo la piena disponibilità dell’ABC Sardegna a collaborare con le famiglie e le altre associazioni per affrontare insieme il problema, ad appoggiare le famiglie che vogliono procedere con la causa contro il ministero. A tal proposito ricorda alle famiglie la necessità di raccogliere tutta la documentazione necessaria per l’eventuale ricorso: PEI, Diagnosi Funzionale, Certificazione, 104. Sarà necessario che le famiglie si accertino che:
- Tutta la documentazione necessaria sia stata consegnata (entro luglio) dalle Scuole agli USP (uffici scolastici provinciali) per l’assegnazione delle ore di sostegno.
- ora, cioè ad inizio dell’anno, il dirigente abbia fatto ulteriore richiesta all’USP di ore di sostegno aggiuntive.
- nel momento in cui il dirigente riceve risposta dall’USP sull’attribuzione o meno di ore aggiuntive, se il sostegno fosse ancora inadeguato alle esigenze dell’alunno rispetto a quanto riportato nel PEI, si può impugnare la causa.
L’ABC si impegna a sostenere le famiglie in questo delicato momento, nella raccolta della documentazione e nella messa in contatto con l’avvocato.

Ci si da appuntamento attraverso i collegamenti telefonici e in rete e, fra circa 15 giorni, per riincontrarsi, aggiornarsi e per coordinarsi per le prossime azioni da intraprendere.

Cagliari, 1 ottobre 2008

 

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